Realtà virtuale e psicologia

La Realtà Virtuale è un sistema di visualizzazione tridimensionale interattivo che consente, attraverso il visore, di calarsi in un ambiente virtuale realistico e di interagire con questo, con sensazioni cognitive ed emozioni che sono molto simile a quelle che proveremmo nella realtà.

La RV consente di sperimentare il senso di presenza: attraverso il visore, ci si sente dentro l’esperienza e, attraverso specifici comandi, si può interagire con la scena in cui ci si trova, favorendo l'immersione percettiva (coinvolgendo i sensi) .

Questo innovativo strumento è al centro di numerosi e recenti studi che ne dimostrano l’efficacia nell'ambito della Psicologia, in particolare per le fobie specifiche; disturbi d'ansia; social skills training; disturbo ossessivo compulsivo.

Studi recenti dimostrano come la RV possa attivare gli stessi moduli cognitivi ed emotivi dell'esperienza reale equivalente. Ciò avviene perché il sistema nervoso autonomo (responsabile alla funzione cardiovascolare, al tono muscolare, all’attività del sistema nervoso centrale e periferico e alle reazioni di attacco-fuga) induce reazioni corporee simili a quelle suscitate dal mondo reale anche se la persona si trova in un ambiente virtuale. Ad esempio, quando ci si trova esposti, in RV, a oggetti fobici virtuali, questi sono in grado di indurre variazioni della frequenza cardiaca e della temperatura.

L’esperienza cognitiva ed emozionale che fornisce la RV consente di passare da osservatore a protagonista dell’esperienza, favorendo un elevato grado di validità ecologica che avvicina le situazioni terapeutiche e riabilitative a quelle del mondo reale.
Grazie a questo strumento, è possibile proporre delle situazioni corrispondenti alla realtà che possono essere esplorate in modo autentico, grazie al coinvolgimento di tutti i canali senso-motori.

Lascio un paio di articoli utili per chi volesse approfondire il tema.

- Freeman, Daniel, et al. “Automated virtual reality (VR) cognitive therapy for patients with psychosis: study protocol for a single-blind parallel group randomised controlled trial (gameChange).”

- Freeman, et al. "Virtual reality in the assessment, understanding, and treatment of mental health disorders".

La Realtà Virtuale per il trattamento delle fobie

Il trattamento di fobie, ansia sociale e disturbo ossessivo compulsivo prevede, durante il percorso terapeutico, una fase di esposizione, in immaginazione e in vivo, allo stimolo temuto.

Questa fase è spesso eseguita con la tecnica della desensibilizzazione sistematica, che prevede la costruzione di una gerarchia crescente di stimoli temuti. Per ogni stimolo il paziente viene dapprima esposto e successivamente portato verso uno stato di rilassamento, ripetendo tale ciclo (esposizione e rilassamento) fino all’estinzione o alla diminuzione dell’attivazione emotiva prodotta dallo stimolo.

In questo contesto può essere inserita la Realtà Virtuale, come uno step intermedio tra la fase di esposizione in immaginazione e quella dell'esposizione vera e propria.

La RV consente di strutturare una terapia espositiva in un ambiente protetto, garantendo sicurezza e privacy, diventando così una base sicura dalla quale, in totale libertà, il paziente può esplorare, mettersi alla prova, rivivere sensazioni e pensieri presenti o passati.

Il terapeuta ha la possibilità di selezionare opportunamente gli stimoli da somministrare, insieme al paziente, e in un certo senso di co-costruire l'esposizone.

I vantaggi della Realtà Virtuale sono numerosi, se associata ad un'adeguata alleanza terapeutica.

- L’esposizione può essere effettuata direttamente nello studio del terapeuta, un ambiente sicuro

- Il terapeuta ha un maggiore controllo sull’andamento e sull’esperienza stessa dell’esposizione

- Entro certi termini, l’esposizione può essere personalizzata sulla base del singolo paziente

- L’esposizione può essere ripetuta per quante volte è necessario

- A seconda dello stimolo fobico da affrontare, l'esposizione in ambiente virtuale è economicamente conveniente e più praticabile (ad esempio, la paura di volare).

Per chi volesse approfondire, lascio qui un paio di articoli:

Maples-Keller, Kim, et al. (2017) "The use of virtual reality technology in the treatment of anxiety and other psychiatric disorders".

Castro, Sánchez, et al. (2013) "Cognitive-behavioral treatment and antidepressants combined with virtual reality exposure for patients with chronic agoraphobia".

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